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La chemioterapia per la cura dei tumori

La chemioterapia è uno dei trattamenti più comuni ed efficaci per diverse forme tumorali. La chemioterapia provoca numerosi effetti collaterali ed è necessario definire un programma di sostegno per il paziente in chemioterapia e per i suoi familiari.

GIMe.it, Gruppo Italiano Mesotelioma, riunisce ricercatori di base e clinici attivamente impegnati nella ricerca, pre-clinica e clinica, inerente questa neoplasia maligna. Il Gruppo si impegna nell’assistenza ai affetti da mesotelioma maligno durante le cure di chemioterapia e di garantire un elevato standard di trattamento attraverso l'accesso ad un network di Centri ad elevata specializzazione collegati tra loro offrendo inoltre l’accesso a nuovi trattamenti sperimentali, altrimenti difficilmente accessibili a questi pazienti. GIMe.it si impegna anche nella ricerca costante di nuove cure e nella formazione di personale medico e sanitario. A causa di una crescita esponenziale le neoplasie si raddoppiano circa 30 volte prima di diventare clinicamente rilevabili. Qualsiasi tumore ha un caratteristico tempo di raddoppiamento che va da 2 giorni a tre mesi ed oltre.
La chemioterapia è un trattamento anticancro usato per distruggere le cellule cancerogene presenti in ogni parte del corpo. Anche se il tumore è stato rimosso, le cellule cancerogene potrebbero essere presenti nel tessuto vicino o in altre parti del corpo. La chemioterapia può anche essere usata per controllare la crescita del cancro o per alleviarne i sintomi. In un primo tempo la crescita è di tipo esponenziale, in seguito una percentuale sempre maggiore di cellule entra nel pool non proliferativo a causa della morte cellulare e della differenziazione, ed entra nella fase di riposo del ciclo cellulare. La crescita delle cellule non proliferanti diminuisce la suscettibilità dei tumori agli agenti antineoplastici, che sono più attivi nei riguardi delle cellule che si dividono più rapidamente.
Questo principio costituisce il razionale del 'debulking' tumorale (con chirurgia o irradiazione), così da favorire il passaggio delle cellule dallo stadio di riposo ad uno di attiva proliferazione con un aumento della suscettibilità alla chemioterapia. La chemioterapia raggiunge le cellule cancerogene attraverso la circolazione sanguigna. La via endovenosa è abitualmente usata per somministrare i farmaci chemioterapici (le medicine anticancro). Di solito i farmaci sono diluiti in un liquido (es. soluzione salina isotonica) contenuto in una fleboclisi.
La chemioterapia attacca anche la crescita delle cellule sane, come quelle che si trovano nel midollo osseo, nella mucosa del tratto digestivo e nei follicoli piliferi, possono quindi manifestarsi alcuni effetti collaterali anche di tipo acuto con nausea, vomito, alopecia, insufficienza renale, cistite emorragica, ileo e mielosoppressione; e tossicità cronica con leucemia, fibrosi polmonare, sindrome emolitico-uremica, neuropatia periferica e sterilità. La causa più frequente del fallimento della chemioterapia è la resistenza ai farmaci e la probabilità di svilupparla è proporzionale alle dimensioni del tumore e al grado di mutazione del gene della farmacoresistenza, il cui prodotto è una proteina che impedisce l’accumulo intracellulare del farmaco.

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