Il virus SV40 e il mesotelioma
L’SV40 è un virus trasmigrato dagli animali all’uomo in seguito alla contaminazione di alcuni vaccini anti-polio. La presenza del virus SV40 è stata osservata in diversi tessuti umani colpiti da mesotelioma, suggerendo così l’esistenza di una correlazione tra presenza del virus SV40 e insorgenza del cancro del mesotelio: successivi studi sperimentali hanno verificato che il virus SV40 induce il mesotelioma nel 100% dei soggetti animali contagiati dall’SV40.
GIMe, Gruppo Italiano Mesotelioma, è un’associazione non profit che riunisce ricercatori di base e clinici impegnati nella ricerca e nel trattamento di questa neoplasia, provocata da inalazioni di particelle di polvere di amianto e dal virus SV40, e vuole rispondere, con la creazione di questo sito, alla necessità di fornire ai pazienti ed anche ai professionisti in ambito sanitario, le informazioni di base riguardanti la natura di questo tumore, le possibilità terapeutiche attualmente disponibili, e gli studi sperimentali in atto.
Il mesotelioma è un tumore maligno che può colpire le membrane sierose di rivestimento dei polmoni (pleura) e degli organi addominali (peritoneo). Si tratta di un tumore maligno “patognomonico”, in quanto ad oggi riconosciuto solo per esposizione ad amianto, soprattutto di tipo anfibolo.
I ricercatori sono riusciti a dimostrare la presenza del virus SV40 in cellule provenienti da mesoteliomi umani ed è ormai nota la capacità del virus di indurre il mesotelioma in modelli animali. I vaccini anti-polio, somministrati come misura di prevenzione primaria tra il 1956 ed il 1963 (vaccinazione tipo “Salk”), erano contaminati da SV40. Le implicazioni di tale fatto non sono ancora oggi completamente chiarite ed occorrono ulteriori studi a riprova di una possibile eziologia virale.
Quella dell’SV40 è la storia di un virus trasmigrato dalla scimmia all’uomo quando, tra il 1955 e il 1961, un miliardo e 400 milioni di individui furono vaccinati contro la poliomielite con preparati contaminati. Questo grave effetto collaterale fu possibile poiché i virus vaccinici utilizzati erano stati cresciuti su cellule di rene di scimmia, risultate in seguito infettate da SV40.
Da allora sono state numerose le ricerche portate avanti su SV40 e sulle sue conseguenze per la salute dell’uomo, arrivando all’individuazione di una stretta correlazione tra questo virus e l’insorgenza di diverse forme di tumore. In particolare, dai primi anni ’90 è stata evidenziata la correlazione tra SV40 e i tumori umani quali i mesoteliomi pleurici, i tumori cerebrali, gli osteosarcomi e i linfomi.
La diagnosi del mesotelioma è complessa sia dal punto di vista clinico, per la necessità di distinguere tra tumore primitivo e metastasi di altre neoplasie.
Il meccanismo di insorgenza del mesotelioma maligno avviene per inalazione delle fibre di amianto. Recenti studi affermano che non esiste evidenza di una soglia di esposizione sotto la quale il rischio risulta assente. Finora, oltre l’amianto, non sono state individuate altre cause, a parte le radiazioni ionizzanti; recentemente è stata osservata la presenza di DNA del virus SV40 in cellule mesoteliali il cui significato eziologico è ancora da approfondire.
Sul piano eziopatogenetico, pur sottolineando che il primo agente causale di accertata importanza è rappresentato dalla fibra di amianto, alcuni studi hanno suggerito il possibile ruolo del virus SV40.
Tali osservazioni traggono la loro origine dal fatto che studi sperimentali hanno dimostrato che l'iniezione intrapleurica di SV40 è in grado di indurre mesotelioma maligno nel 100% di animali da esperimento indipendentemente da esposizione ad amianto.
|