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Il protocollo
sperimentale P30-302 è uno studio di fase III, atto a confrontare
l'efficacia di un nuovo farmaco antitumorale, la Rampirnasi (Onconase),
allorchè associato con la doxorubicina (rispetto alla doxorubicina
da sola), nel trattamento del mesotelioma maligno giudicato inoperabile
o recidivato. La doxorubicina è stata scelta come trattamento
di riferimento in quanto a tutt'oggi è uno dei pochi agenti
chemioterapici di provata efficacia nei confroneti del mesotelioma.
L'Onconase è una molecola dotata di attività
ribonuclesica, in grado di legarsi a recettori presenti sulla
superficie delle cellule, penetrare all'interno di esse, e degradare
l'RNA. La degradazione di questo essenziale costituente cellulare
conduce all'inibizione della sintesi proteica e della crescita
delle cellule, ed in ultima battuta determina la morte cellulare.
E' stato dimostrato, sia in vitro che in vivo, che attraverso
i meccanismi sopra descritti, l'Onconase possiede azione
sia citostatica che citotossica, portando alla morte le cellue
tumorali per apoptosi. Tale significativa attività nei
confronti del mesotelioma è stata dimostrata nel corso
di precedenti fasi di sperimentazione, durante le quali è
anche emersa la buona tollerabilità dell'Onconase,
unitamente alla scarsità e reversibilità degli effetti
collaterali da essa indotti.
Un paziente
che desideri partecipare a questo studio, dopo aver firmato il
relativo consenso informato ed essere stato giudicato idoneo al
trattamento sulla base di precisi criteri d'inclusione, verrà
assegnato tramite randomizzazione (cioè sorteggio) o al
gruppo di pazienti destinati a ricevere l'Onconase associata
alla doxorubicina, o a quello per cui è prevista la somministrazione
della sola doxorubicina.
Criteri
d'inclusione
1.
Al paziente dev'essere stata fatta diagnosi (istologica) di mesotelioma
maligno, e la malattia deve essere stata giudicata inoperabile
o essere recidivata senza possibilità di interventi chirurgici
aventi finalità curativa.
2. Ciascun paziente deve rientrare nei gruppi prognostici 1, 2,
3 o 4 del CALGB; si tratta di una complessa classificazione prognostica
che può essere applicata sulla base di semplici caratteristiche
cliniche e di laboratorio.
3. L'età minima per l'inclusione è 21 anni, mentre
non è previsto un massimo di età.
4. Il paziente, per poter essere incluso nello studio in oggetto,
non deve essere stato trattato con più di una linea chemioterapica,
e mai con regimi comprendenti doxorubicina o altre antracicline
(epirubicina, mitoxantrone, idarubicina, ecc
). In ogni caso
deve aver concluso ogni eventuale precedente trattamento antineoplastico
da almeno sei settimane.
5. Le condizioni cliniche generali del paziente devono essere
soddisfacenti (performance status secondo i criteri ECOG 0-1).
6. Il paziente, prima di essere arruolato nello studio deve sottoporsi
ad alcuni esami ematochimici, che devono dare almeno i seguenti
risultati:
- globuli bianchi ³ 3.500/mm3;
- piastrine ³ 100.000/mm3;
- valori della coagulazione nella norma;
- funzionalità renale nella norma;
- GOT non > a due volte il limite massimo normale;
- bilirubina nella norma.
7. Le lesioni documentate tramite i consueti esami strumentali
(TAC o RMN, mai la sola radiografia standard del torace) devono
essere misurabili, in maniera tale da consentire una corretta
valutazione della risposta al trattamento.
8. Il paziente deve essere informato sulla natura sperimentale
dello studio e sulla tossicità potenziale ad esso associata,
e deve fornire liberamente il proprio consenso firmato scritto.
Criteri
d'esclusione
1.
Sono esclusi coloro che, secondo i criteri CALGB, appartengono
ai gruppi prognostici 4 o 5 (vd. sopra).
2. Sono esclusi i pazienti che in passato si sono sottoposti a
più linee di trattamento chemioterapico o a trattamenti
comprendenti doxorubicina o altre antraciclinine (epirubicina,
mitoxantrone, idarubicina, ecc
). La resezione chirurgica
ed il trattamento radiaterapico non costituiscono motivo di esclusione,
a meno che l'irradiazione non sia stata effettuata anche a livello
cardiaco.
3. Pazienti che abbiano ricevuto trasfusioni di sangue o fattori
di crescita emopoietici nel mese precedente non sono arruolabili.
4. Condizioni patologiche preesistenti nel paziente che ne impediscono
l'arruolamento sono:
- patologie cardiovascolari sintomatiche (scompenso cardiaco congestizio,
angina pectoris, aritmie cardiache, ipertensione non controllata);
- condizioni infettive di entità severa, in atto;
- disordini psichiatrici non controllati e malattie neurologiche,
inclusi importanti disturbi dell'alimentazione, malattie cerebrovascolari,
nonché la presenza di metastasi a carico del sistema nervoso
centrale;
- gravidanza o allattamento in atto; le donne in età fertile
devono acconsentire all'uso di metodi contraccettivi;
- diabete mellito non controllato (glicemia > 300 mg/dL);
- elevati livelli sierici di calcio o fosfato, alterazioni degli
elettroliti plasmatici, altre alterazioni metaboliche quali l'acidosi
metabolica;
- altre neoplasie primitive diagnosticate negli ultimi cinque
anni;
5. Verranno esclusi, infine, i pazienti non in grado di fornire
la propria callobarazione in ragione dell' avanzata età
o di un profilo emotivo instabile.
Schema
di trattamento
1.
Gruppo di trattamento con ONCONASE + DOXORUBICINA:
Un ciclo di trattamento consiste nella somministrazione settimanale
di ONCONASE
(240 mg/m2 in infusione endovenosa in 30 minuti, la prima somministrazione,
480 mg/m2 a partire dalla seconda somministrazione in poi) associata,
in terza settimana, a quella della doxorubicina (60 mg/m2 in bolo),
per un totale di sei cicli.
2. Gruppo di trattamento con DOXORUBICINA:
I pazienti randomizzati in questo gruppo, riceveranno un massimo
di sei cicli di chemioterapia comprendente la sola doxorubicina.
Ogni ciclo consiste nella somministrazione endovenosa di 60 mg/m2
di farmaco, ogni tre settimane.
Tutti i pazienti verranno valutati mediante l'esecuzione di una
TAC spirale (o di una RMN) ogni due cicli, oltre che alla fine
del trattamento. Se tali accertamenti dovessero mostrare un quadro
di progressione di malattia, il trattamento verrà sospeso
indipendentemente dal numero di cicli fino a quel momento somministrati.
Per quei pazienti trattati con l'approccio sperimentale, che dovessero
mostrare, al termine del sesto ciclo, una risposta clinica valutabile
come regressione o stabilità di malattia, è prevista
la possibilità di proseguire la terapia con il solo Onconase,
alla luce della tossicità cumulativa della doxorubicina
che ne impedisce l'ulteriore utilizzo.
Possibili
effetti collaterali
L'Onconase
è un farmaco usualmente molto ben tollerato; tra gli effetti
collaterali più comuni (ma comunque il più delle
volte di modesta intensità) osservati fino ad oggi nei
pazienti trattati con questo farmaco, vanno ricordati:
reazioni allergiche, nausea e/o vomito, rialzi febbrili, comparsa
di edema (gonfiore) del volto e/o degli arti, dolori muscolari
ed articolari, riduzione delle piastrine e dei leucociti (linfociti
e neutrofili), neuropatie periferiche (formicolio alle estremità
e parestesie), riduzione transitoria dell'acuità visiva.
La doxorubicina,
da parte sua, può indurre:
nausea e/o vomito, alopecia (caduta dei capelli), stanchezza,
diarrea, riduzione dell'emoglobina, delle piastrine e dei leucociti
(prevalentemete neutrofili).
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